No Nike
NIKE CORPORATION fatturato: 5.440 miliardi di lire 1 bowerman drive
beaverton, Oregon 97005 U.S.A.
La Nike sostiene regimi oppressivi nel mondo: tutte le scarpe Nike sono
prodotte in Asia, in particolare in Indonesia, Cina, Thailandia, Taiwan,
Corea del Sud e Vietnam. Ogni anno 6 milioni di paia di scarpe sportive Nike
vengono confezionate in Indonesia, ad esempio, sotto licenze normalmente
concesse dalla sud-coreana HQ, consociata della Nike.
Il salario medio giornaliero dei 24.000 lavoratori di queste fabbriche è
appena di 1.100 lire. Secondo l'AAFLI (Istituto Asiatico-Americano per il
Lavoro Libero) la Nike infrange 12 leggi nazionali, tra cui quelle sul
salario minimo, il lavoro minorile, gli straordinari, gli orari di lavoro,
l'assicurazione, l'organizzazione sindacale e i licenziamenti. Sono stati
evidenziati problemi riguardo la salute, le ferie ed i congedi per
maternità.
Sebbene le fabbriche non siano di proprietà diretta della Nike,
finanziariamente la compagnia è nella posizione di poter assicurare il
rafforzamento degli standard minimi di vita. L'Indonesia ha un salario
minimo
giornaliero di 2.100 Rupie (circa 1.400 lire), ma anche questo è inferiore
ai "bisogni fisici minimi" stimati dal governo. La Nike si oppone a
qualsiasi
tipo di relazione sindacale: in Indonesia i sindacati liberi sono illegali e
vengono repressi dall'esercito, i dirigenti sindacali sono licenziati,
imprigionati, torturati, ed anche uccisi. I lavoratori della Nike ricevono
un
salario da fame, inferiore al salario minimo stabilito dalla legge
indonesiana lavorano esposti ai vapori delle colle, ai solventi, alle
vernici, per 12 ore al giorno. Recenti inchieste hanno rivelato che quasi
l'80% dei lavoratori nella regione di Tangerang riceve solo 1.600 Rupie al
giorno, e quindi lunghe ore di straordinari sono di solito fondamentali per
la sopravvivenza. La Nike è inoltre tra i primi posti al mondo per i più
gravi esempi di commercializzazione irresponsabile, infatti spende circa 180
milioni di $ all'anno in pubblicità, quando sarebbe sufficiente l'1% di
questo bilancio per migliorare le condizioni di 15.000 lavoratori
indonesiani.
PROVARE PER CREDERE: L'ILO (Organizzazione Internazionale del Lavoro) stima
che l'80% delle donne lavoratrici in Indonesia sono malnutrite. I sindacati
di solito esercitano un controllo effettivo sullo sfruttamento dei
lavoratori, ma il governo repressivo indonesiano ne ha a lungo limitato lo
sviluppo. Fino dagli anni '60, il movimento dei lavoratori è stato
controllato dal governo tramite un unico sindacato legale, l'SPSI (Unione
dei
Lavoratori di Tutta l'Indonesia). Coloro che desiderano fare parte dei
sindacati devono avere il permesso del loro datore di lavoro, che spesso
sceglie quello governativo.